Recensioni

Cosa dicono di me…

Nel romanzo “Rime dall’inferno” la narrazione prende l’avvio da uno scenario raccapricciante: una donna immersa in un lago di sangue giace accanto a un uomo che, poco prima di piombare nel sonno, ha fatto l’amore con lei. L’uomo non risponde ai suoi richiami: è morto!
Nel leggere l’inizio di questa mia recensione, qualcuno penserà che quanto enunciato è l’evento intorno al quale si muove tutta la storia. Ebbene non è così, perché “Rime dall’inferno” riserverà ai lettori macabri segreti che li lasceranno senza fiato. Come ogni thriller che lascia il segno, il romanzo racchiude in sé una grande carica di tensione, di ansia e di paura.
La suspense cresce mano a mano che nuovi elementi conturbanti si aggiungono a quelli iniziali, cosicché il lettore che tenta d’ipotizzare il colpevole o i colpevoli, si vede depistato da un nuovo e ancor più complesso quadro probatorio. Nell’insieme narrativo, il filone poliziesco-investigativo si muove alla ricerca del fautore, mentre degli orrendi misfatti si moltiplicano con ritmo incalzante. (…)
La malvagità di ideatori ed esecutori di furti e di assassinii si nasconde sotto la falsa immagine di una setta che prepara i suoi proseliti ad un futuro fuori dall’ignoranza, accendendo la luce della verità.
Il lettore, un po’ incuriosito, un po’ frastornato, tenta di individuare i veri artefici di tali malvagità e, quando crede di esserci riuscito, dovrà aspettare le ultime pagine per sapere di non averlo fatto. La mente e l’anima del “tutto” sarà una persona insospettata, opaca e affatto emergente in tutto l’insieme.
Alessandra Santini, scrittrice navigata, nonché autrice di tanti romanzi di genere poliziesco, ancora una volta si distingue per le sue non comuni capacità d’incatenare il lettore alle pagine dei suoi thriller, affascinati dalle loro intricanti e oscure trame.

Adalgisa Licastro

al libro Rime dall'inferno (Europa Edizioni, 2017), Pubblicata sulla rivista Il Convivio n. 76 (gennaio-marzo 2019)

(…) Un lavoro ben congegnato, avvincente, con rimandi al Medioevo, per quel che concerne le punizioni inflitte alle vittime e, per via delle tinte fosche degli ambienti dove si muovono i protagonisti. Suspense e adrenalina, tengono incollato fino all’ultimo rigo il lettore, colpi di scena ed eventi imprevisti sono il sale di questo giallo dove il disagio giovanile, concreto e tracimante, esige una risposta, un limite, con l’ausilio di una forma di educazione che punti più al rispetto di se stesso e dell’altro, e possibilmente, all’incoraggiamento a perseguire forme di svago non deleterie. Sembrano trovare un po’ di requie i ragazzi nelle cellette del convento, anche se non sono proprio al sicuro neanche in questo luogo deputato alla serenità dello spirito. Sono tanti i personaggi che gravitano attorno al caso, tutti ben delineati anche psicologicamente, personalità carismatiche e affascinanti. Fra riti satanici, simbolismi, l’intento purificatore che iperbolicamente ricorre all’esempio di via del Santo di Assisi, cupidigie, inseguimenti, fuori piste, colluttazioni e tentativi di strangolamento, si snoda un poliziesco fluente ed efficace. La Santini ha confezionato un’opera noir degna della migliore tradizione del genere giallo italiana ed estera.

Lucia Paternò

al libro La settima vittima (Ibiskos-Ulivieri, 2010), Pubblicata sulla rivista Il Convivio n. 43 (ottobre-dicembre 2010)

Continuando la magnifica tradizione del “giallo” italiano questo testo si rivela interessante, intrigante e quanto mai in linea con quella idea letteraria che accomuna tanti importanti autori. La Santini rivela ottime capacità descrittive che le consentono di essere inclusa, a buon titolo, nel variegato mondo contemporaneo letterario.

Pietro Seddio

al libro Punto di fuga (Edizioni Sabinae, 2008), Pubblicata sulla rivista Il Convivio nr. 39 (ottobre-dicembre 2009)

(…) Questo poliziesco ha qualcosa in più rispetto a tutti gli altri letti sinora: una attenzione ancora più meticolosa al dettaglio – non che gli altri romanzi dell’autrice fossero privi di una tale caratteristica – che, nello specifico, è rappresentata dalla simbologia numerica sopraccennata e del rituale che percorre tutto il testo.
E ancora una volta tutti gli ingredienti sono inseriti al momento giusto in modo tale da dare coerenza al plot fino alla conclusione attesa. La stessa scrittura sposa il brivido, facendo sussultare il lettore con il suo ritmo “cupo” e “martellante, come quello emesso da una musica sinistra : «… dal quale veniva anche una specie di lamento rabbioso, voce dura, gracchiante, sconnessa: sacrifice … sacrifice…».

Marilena Genovese

al libro La settima vittima (Ibiskos-Ulivieri, 2010), Pubblicata su Literary nr. 9/2010 (settembre 2010)

Un giallo, quando vi si intrecciano riferimenti artistici e una vena di noir (esempio di sottile scrittura The marble faun), sembra che acquisti maggior valore letterario: impressione suscitata dal romanzo della Santini, certamente esperta in questa tipologia narrativa; fra l’altro vi sono pure scene d’azione, come nel cap. VII, e la progressiva ricostruzione di un puzzle che il finale sapientemente rivela: sta al lettore decodificarne i segnali. Una traccia: ‘la perseguita per farla incolpare dei suoi delitti’ (p. 71).

Luciano Nanni

al libro Punto di fuga (Edizioni Sabinae, 2008), Pubblicata su Literary nr. 3/2009 (marzo 2009)

Un thriller-noir costruito con maestria. L’autrice ha già al suo attivo altri romanzi dello stesso genere e tutti ugualmente riusciti. Ne ‘La settima vittima’ gioca un ruolo importante la simbologia numerica: sette come i peccati capitali o il sei numero della Bestia; del rituale: il pentacolo e il sacrificio della ‘musica diabolica’ (p. 49) — esiste peraltro il ‘diabolus in musica’; il ‘cultro’ arrugginito e rovente per immolare la vittima. Una quantità di elementi, disposti però in modo tale da seguire le indagini e pervenire alla verità. Il romanzo funziona in ogni sua parte, senza superfluità, coerente nella trama, fino alla conclusione quando il cerchio si chiude, anche se il serial killer sembra avere realizzato il suo intento.

Luciano Nanni

al libro La settima vittima (Ibiskos-Ulivieri, 2010), Pubblicata su Literary nr. 6/2010 (giugno 2010)

Costruito secondo i dettami dei migliori thriller, il romanzo presenta elementi di originalità per l’interazione fra terrorismo e serial killer; quest’ultimo predilige persone che in qualche modo assomiglino ai personaggi delle tele di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, e non lascia tracce (p. 74), ma agisce secondo una psicologia che gli investigatori non riescono a decifrare. Finché nell’ultimo capitolo, l’ottavo, ‘i fili che prima erano sembrati perdersi nel nulla’ si annodano ‘in una rete perfetta’ (p. 126). Meccanismo preciso come un orologio, pagine che scorrono lievi.

Luciano Nanni

al libro Trame di luce (Ibiskos-Ulivieri, 2008), Pubblicata su Literary nr. 3/2009 (marzo 2009)

Attestazione di merito – Premio Dimensione Donna 2011

A cura dell’Associazione Culturale Università della Magna Graecia del Centro-Sud, Aula Consiliare del Comune di Agropoli – 18 dicembre 2011

Motivazione:
Per i racconti e romanzi di genere poliziesco, ricchi anche di note suggestive di ambientazione e di profondi significati simbolici, grazie ai quali è stata inserita nelle più aggiornate rassegne sulla poesia e narrativa contemporanea.

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